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Le piante endemiche. Una risorsa per la tua pelle

Cosa s’intende per piante endemiche? Perché sta aumentando l’interesse scientifico verso le specie endemiche sia in ambito farmaceutico che cosmetico? Quali endemiche rappresentano una risorsa per la cosmesi? In questo articolo voglio rispondere a queste domande e consigliarti quali piante endemiche possono essere un ottimo rimedio naturale per la tua pelle.

Cosa s’intende per specie endemiche? 

Un endemismo è una specie vivente, animale o vegetale, che si ritrova esclusivamente in un dato territorio e non si trova in altre parti del mondo. Il koala per esempio è un animale endemico dell’Australia, un territorio molto vasto. Più questo territorio, che definiamo areale, sarà piccolo più sarà interessante per noi scienziati studiare le caratteristiche della specie endemica. I territori che offrono più endemismi sono tutti areali isolati con climi e habitat unici, per esempio le alte vette montane, le caverne, i laghi profondi, le fosse oceaniche e soprattutto le isole, dove troviamo interessantissimi endemismi. Perché le isole? Le isole sono circoscritte dal mare e per le specie viventi è stato molto difficile superare questo ostacolo, perciò si sono evolute e specializzate in areali ristretti. In particolare, le isole di antica formazione geologica ospitano numerose specie endemiche. Le caratteristiche di queste specie saranno uniche perché si saranno dovute adattare ad un territorio diverso, ad un clima diverso, a predatori diversi, sviluppando particolarità esclusive. Le piante, per esempio, producono diverse sostanze per adattarsi all’ambiente nel quale vivono. Quindi, studiando la chimica di una pianta endemica possiamo trovare sostanze diverse e nuove, potenzialmente utili in ambito farmaceutico e cosmetico.

Le piante non smettono di stupirci e ci offrono sempre nuovi spunti di ricerca ed approfondimento soprattutto nell’aspetto chimico. Da sempre l’uomo si è affidato al regno vegetale, non solo per il sostentamento alimentare, ma anche per l’aspetto salutistico legato alle cure sia fisiche che spirituali. La scienza farmaceutica e quella cosmetica hanno fatto affidamento su questa smisurata risorsa studiando il rapporto tra uomo, piante e territorio con specifiche discipline quali l’etnobotanica e l’etnofarmacologia. In questo ambito si è potuto evidenziare l’utilizzo specifico di alcune piante in diversi popoli validandone l’uso nella medicina moderna. 

Se parliamo di isole geologicamente antiche nel nostro Mediterraneo, pensiamo subito alla Sardegna. Il territorio sardo ospita numerosissime specie endemiche. Pensate che su una flora di 2054 specie circa 300 sono endemismi, più del 14%, e ulteriori se ne stanno ancora scoprendo. Questo dato è molto significativo, infatti la Sardegna è un territorio molto florido per questo campo di ricerca. Ciò diventa ancora più interessante quando si nota che la Sardegna è conosciuta in tutto il mondo scientifico per la longevità dei suoi abitanti. Infatti, questa terra è annoverata tra le cinque blue zone del pianeta, ovvero uno dei cinque luoghi al mondo dove si vive meglio e più a lungo. Molti studi scientifici si stanno avvicendando per carpire i segreti di questa longevità. La chiave? Probabilmente l’isolamento, lo stile di vita legato al territorio e il DNA. 

Questo ci fa capire come spesso una condizione che può sembrare negativa, come un ostacolo o l’isolamento, possa invece essere un’opportunità evolutiva, una risorsa straordinaria per le specie viventi. Ma come arriviamo a capire quali piante endemiche debbano essere studiate più approfonditamente ai fini cosmetici? Di solito si seguono due metodi che talvolta sono complementari. Si individuano tra le piante endemiche quelle strettamente imparentate a piante già studiate e note per le loro caratteristiche. Per esempio la Salvia desoleana (un’endemica sarda) è strettamente imparentata con la Salvia officinalis (stesso genere), molto più studiata e caratterizzata. A questo punto si valutano le differenze chimiche degli estratti e si verificano in laboratorio le proprietà (es., antibatteriche, antiossidanti, lenitive) mettendo a confronto le due specie. Un altro metodo è quello etnografico basato sulle interviste alla popolazione che indirizza gli scienziati sui possibili utilizzi delle piante del territorio. Spesso si trovano così molecole in concentrazioni più elevate nelle piante endemiche o addirittura si scoprono nuove sostanze attive.

Ma arriviamo al succo del discorso: quali sono le piante endemiche più promettenti per la cura della nostra pelle? 

Salvia desoleana: una pianta endemica sarda molto profumata, cresce in terreni preferibilmente smossi, profondi e soleggiati e non troppo aridi. Allo stato spontaneo è molto rara, ma l’Ente Sardegna Foreste, sotto specifica richiesta, fornisce le plantule gratuitamente per poter essere coltivate. È infatti utilizzata in cosmesi e profumeria per il suo forte potere antinfiammatorio e lenitivo ed il suo intenso profumo. È strettamente imparentata con la Salvia sclarea (infatti negli INCI la troviamo indicata proprio come Salvia sclarea), ma risulta molto più ricca in olio essenziale e soprattutto in Sclareolo. Lo Sclareolo è comprovato da diversi studi avere proprietà antifunginee, antinfiammatorie e attenua lo sviluppo di dermatiti atopiche. Nel 2016 si è scoperto che lo sclareolo estratto dalla salvia migliora notevolmente le rughe indotte dagli UV con meccanismo antiaging eccezionale. 

Epilobio di Fleischer o garofanino di Fleischer: questa pianta è una delle specie endemiche alpine che cresce tra i 500 e 2700 m di quota. È una pianta erbacea con dei fiorellini rosa. Il suo estratto glicerico è utilizzato in cosmesi come sebo regolatore. Oltre alle mucillagini lenitive ed idratanti, l’Epilobio regola lo sviluppo dell’enzima responsabile della produzione di sebo, riequilibrando l’attività delle ghiandole sebacee. Utile nel caso di pelli troppo grasse o impure.

Iperico di Scrugli: è ancora la Sardegna ad offrirci un promettentissimo endemismo. Imparentata con l’iperico più conosciuto, ovvero l’Erba di San Giovanni, questa pianta si è rivelata molto efficace nel contrastare le rughe. In quale modo? Pare che il suo estratto blocchi specificatamente l’elastasi, un enzima che degrada l’elastina, quindi un potenziale alleato dello skin care, rassodante ed elasticizzante. Vale la pena continuare a studiare ed approfondire il discorso su questo estratto.

Molte altre piante del territorio italiano come la Peonia Sarda, la Stella Alpina Appenninica o il Timo Erba Barona sono endemiche promettenti per l’uso cosmetico, tuttora in fase di studio e di approfondimento. Noi aspettiamo i nuovi sviluppi e saremo qui ad aggiornarvi.

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